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  09/10/2009 BIOGRAFIA DI CLIFF BURTON... RECENSIONE..

Per chi ancora non avesse letto TO LIVE IS TO DIE : Vita e Morte del bassista dei Metallica Cliff Burton scritta da Joel MC Iver e tradotta da Tsunami Edizioni per l'Italia ; Zonametallica vi lascia una mini recensione per capire a grandi linee quale viaggio fantastico intraprenderete durante la lettura ... Assolutamente da non perdere ... 
 

 

 

Di Nicoletta Zucchetta : Joel McIver è un noto giornalista e biografo britannico. Già prima di avventurarmi nella lettura di questo libro sapevo che, avendo letto in precedenza un’altra sua opera,
l’autore non mi avrebbe affatto delusa . Il suo intento è quello di offrire un quadro completo della breve ma intensa vita e dei vari lati della personalità di colui che è stato il bassista dei Metallica agli inizi della loro
carriera, suddividendo gli avvenimenti in quindici capitoli che seguono anche la storia del gruppo, dalle prime lezioni di musica agli esordi nei locali californiani, dall’uscita del loro terzo album Master Of Puppets al conseguente tour, dalla descrizione ed analisi di quel tragico incidente stradale avvenuto il 27 Settembre 1986 in Svezia che come ben
sappiamo gli costò la vita, alle testimonianze ed ai ricordi di parenti, amici, colleghi di lavoro, la sua fidanzata e moltissime altre figure che contribuiscono a farci conoscere Cliff per quanto possibile. Abbiamo quindi il piacere di avventurarci nella lettura di un
volume molto ben strutturato, una storia che nel suo snodarsi invita a proseguire, a raggiungere le ultime pagine.
Da questa narrazione emerge il ritratto, talvolta contraddittorio e perciò interessante, di
un ragazzo innanzitutto molto intelligente, determinato a raggiungere i propri obiettivi e
desideroso di rendere i suoi genitori sempre orgogliosi di lui; si capisce fin da subito che ci troviamo di fronte ad un giovane assolutamente disinteressato a quello che gli altri pensavano del suo atteggiamento ed abbigliamento, di poche parole ma che diceva quello che pensava senza porsi mai problemi, tranquillo ma che allo stesso tempo si sapeva divertire, generoso e disponibile.
La sua passione per la musica era talmente grande che voleva continuamente migliorare il suo modo di suonare e comporre, imparare nuove tecniche, approfondire le proprie conoscenze. Non si considerava un artista dall’innegabile talento quale era, bensì un musicista come tanti; odiava venir definito una rockstar. Era semplice e modesto, e
questo è uno dei tanti motivi per i quali veniva apprezzato dalle persone che gli stavano intorno. Cliff aveva una visione della musica davvero ampia: spaziava infatti tra generi musicali molto diversi tra loro ed ascoltava principalmente musica classica (Johan Sebastian Bach in particolar modo), jazz, country ed ovviamente rock e derivati.
Si tratta di un racconto che in certi punti fa sorridere, come quando il chitarrista solista Kirk Hammett nella breve prefazione da lui scritta dice che quand’erano in tour divideva con Cliff Burton la stanza d’albergo ed a volte quest’ultimo iniziava a suonare
chiedendogli di aiutarlo a trovare le melodie delle canzoni che più gli piacevano, e lui invece cercava di dormire ma alla fine si lasciava coinvolgere.
Questo racconto, come si potrà immaginare, fa anche un po’ commuovere se si pensa al costante impegno e dedizione di Cliff che purtroppo è scomparso nel momento in cui i Metallica stavano vedendo in maniera sempre maggiore i frutti dei loro non piccoli
sacrifici; solamente cinque anni dopo si sarebbero confermati delle vere leggende.
Una cosa che si può dire con una certa sicurezza è che Cliff nel corso degli anni sarebbe diventato ancor più famoso, un’icona, un esempio da seguire.Con il suo stile unico e la sua ricchezza di idee e cultura ha saputo portare i Metallica ad un livello via via superiore, collaborando ed integrandosi perfettamente con gli altri componenti della band, ed è riuscito a donare qualcosa di prezioso al panorama musicale ed al mondo del basso in generale.
E’ comunque e giustamente considerato tutt’ora tra i migliori bassisti Metal in assoluto.
Un’altra cosa certa e che mi sento in dovere di aggiungere è che, come per tutti i grandi
musicisti, la sua musica non morirà mai.

  
     
 

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