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Maggio 2010

29 maggio 2010 | So What 17.1 : Estratto d’intervista con James

Il Magazine trimestrale riservato ai ragazzi iscritti al Metclub Americano “So What 17.1” arriverà a brevissimo anche nelle case dei ‘Clubberz Italiani (molti ragazzi di Zonametallica lo stanno attendendo con trepidazione) e sarà incentrato molto sulla vita ed il significato dei tatuaggi di James Hetfield . Di seguito un estratto

So What!: (Un tatuaggio attira l’attenzione)… quello è nuovo, vero?
Hetfield: Straight edge? Già.

So What!: Non te la cavi così facilmente… dicci di più su questo tatuaggio, la X degli straight-edge.
Hetfield: Già. Beh, il design l’ho concepito io. Il vecchio tatuaggio straight-edge, quello originale, è solo una grande X sulla mano. Non si beve, e io non bevo. È come quando entri in un club, ti mettono una X sulla tua mano…

So What!: Vero. Questo perché non hai mostrato la carta d’identità.
Hetfield: E io non ho bisogno di droga o di alcool. È questa la vita straight-edge. Ovviamente non sono uno straight-edge, uno di quello veri non ha mai bevuto o assunto droghe in tutta la sua vita. Diciamo che sono rinato straight-edge.

So What!: Ho sempre associato i Minor Threat e Ian MacKaye, insomma quel gruppo lì, con lo straight-edge punk. È di questo che si tratta.
Hetfield: Assolutamente. Ci sono alcune persone hardcore che sono straight-edge dalla nascita. Così mi è venuto in mente di personalizzare la X degli straight-edge, e ho creato una X fatta da due rasoi, capito? Straight razor.

21 maggio 2010 | Ecco i video di Lisbona per Ronnie James Dio

Era doveroso per i Metallica tributare a Ronnie James Dio parte della serata di Lisbona ; la prima dopo la scomparsa del grande “Leader”.. Di seguito troverete 2 video ; il primo in Tuning Room ed il secondo in cui sia Kirk che James dedicano all’amico scomparso frammenti di concerto . Clicca Qui per vedere i video

21 maggio 2010 | Sonisphere Festival di Sofia al Cinema !!!!!!

Nessun problema… abbiamo pensato a voi, grazie alla magia della tecnologia satellitare, con uno speciale simulcast HD da Sofia, in Bulgaria il 22 giugno!
Ecco come funziona: Il live show sarà trasmesso via satellite in oltre 450 sale cinematografiche negli Stati Uniti e più di 350 in tutta Europa , Canada e America Latina.
I dettagli : i biglietti per la notte dell’evento sono disponibili presso i botteghini dei cinema interessati e online su thebigfourlive.com dove si può vedere un elenco completo dei cinema che parteciperanno. La vendita inizierà il 21 maggio negli Stati Uniti e il 28 nel resto del mondo. I giorni e gli orari di vendita sono soggetti a variazioni da cinema a cinema. Tenete d’occhio il sito thebigfourlive.com per eventuali aggiunte o variazioni.
I prezzi del biglietto negli Stati Uniti sarà di circa 20 dollari, più costi di servizio . Purtroppo non sarà possibile mostrare l’intero set di ciascuna band, ma abbiate fiducia, vedrete la maggior parte dello show. Video presentazione

17 maggio 2008 | Lettera aperta di Lars per Ronnie James Dio

Il mondo del metal è in lutto … Ronnie James Dio è scomparso all’età di 67 anni dopo una grave malattia . Sembrava potesse andare per il meglio la chemioterapia ma proprio stanotte è arrivato l’annuncio della scomparsa del grande “leader” . Lars Ulrich ha scritto una lettera aperta sul sito ufficiale della band . Di seguito potrete leggerla :

Caro Ronnie,

sono appena sceso dal palco qui a Zagabria ed ho appreso la notizia che tu non ci sei più. Sono abbastanza scioccato, ma voglio farti sapere che tu sei stato una delle ragioni principali per le quali sono salito su quel palco.
Quando ti vidi la prima volta con gli Elf, di spalla ai Deep Purple nel 1975, fui completamente trasportato dalla potenza della tua voce, dalla tua presenza sul palco, dalla confidenza e la facilità con cui sembravi essere connesso con quei 6000 danesi più un undicenne dagli occhi scintillanti, la maggior parte dei quali non conosceva la musica degli Elf. L’anno successivo fui così elettrizzato quando seppi che ti eri unito al mio chitarrista preferito. Eravate così perfetti insieme e io diventai istantaneamente il fan numero uno dei Rainbow in Danimarca. Nell’autunno del 1976, quando suonasti il tuo primo concerto a Copenhagen, fui ovviamente in prima fila e quel paio di volte che i nostri sguardi si incrociarono mi facesti sentire come la persona più importante del mondo. La notizia che voi della band sareste stati in città nel vostro giorno libero si fissò nella mia testa e io venni in pellegrinaggio al Plaza Hotel per vedere se fosse possibile scattare qualche foto, ottenere un autografo, un momento, qualsiasi cosa. Qualche ora dopo tu uscisti e fosti così gentile e disponibile…foto, autografi e un paio di minuti scherzosi. Ero in cima al mondo, ispirato e pronto a tutto. Con i Rainbow veniste a Copenhagen un altro paio di volte negli anni successivi e ogni volta mi avete fatto impazzire. Per tre anni siete stati la mia band preferita di tutto il pianeta.
Negli anni sono stato così fortunato di incontrarti una mezza dozzina di volte o giù di lì e ogni volta tu sei stato gentile e disponibile come lo fosti nel 1976 fuori dall’hotel.
Quando finalmente avemmo l’occasione di suonare assieme in Austria nel 2007, tornai letteralmente ad essere quel moccioso che incontrasti e ispirasti 31 anni prima e il dividere il palco con te e le altre leggende negli Heaven And Hell fu un grande onore e un sogno diventato realtà.
Un paio di settimane fa quando sentii che eri impossibilitato a venire ai concerti Sonisphere che avremmo tenuto insieme questo giugno, avrei voluto chiamarti per dirti che ti stavo pensando e per farti i miei migliori auguri, ma non lo feci, pensando che l’ultima cosa della quale avresti avuto bisogno durante la tua guarigione fosse sentirti obbligato a rispondere ad una chiamata di un batterista/fan danese. Quanto vorrei aver fatto quella chiamata! Ci mancherai immensamente e noi ti penseremo con grande ammirazione e affetto durante i concerti. Sembrava così giusto avere te nel tour chiamato “Big Four”, dal momento che tu sei una delle principali ragioni per le quali quelle quattro band esistono.
Le tue orecchie bruceranno durante quelle due settimane, perchè noi tutti staremo parlando, ricordando e scambiando storie riguardo a come il fatto di conoscerti abbia reso le nostre vite così tanto migliori.

Ronnie, la tua voce mi ha dato potenza, la tua musica mi ha ispirato e influenzato e la tua gentilezza mi ha toccato nel profondo. Grazie.

Con affetto,

Lars

15 maggio 2010 | Estratto dalla biografia di James Hetfield

Ecco un estratto del nuovo libro su James Hetfield scritto da Mark Eglinton, dal titolo “James Hetfield: The Wolf At Metallica’s Door”.

In qualità di aspirante rock-star, James Hetfield non era portato a trovare un lavoro fisso, e come se non bastasse sua madre insisteva nell’affermare che nessuno lo avrebbe mai assunto se non si fosse tagliato i capelli. Ma questo, secondo James, non sarebbe mai accaduto nel breve periodo. “I capelli lunghi fanno parte della musica, mamma. Con i capelli corti non posso fare rock, capisci? È impossibile.”
Con i capelli intatti, la musica continuava a essere la principale via d’uscita psicologica di James, il quale ormai era alla ricerca di una band alla quale unirsi, oppure addirittura di formarne una propria.
Assieme a Ron McGovney, un’altro amico chiamato Dave Marrs aveva la passione per il rock degli anni 70. Era dunque inevitabile che i tre iniziassero a intrecciare le loro vite.
“Io e Ron ci frequentavamo già da prima, e conoscevamo James, sebbene non facesse parte del nostro gruppo di amici,” ha spiegato Dave. “Poi, all’inizio delle scuole superiori, capitai in classe di biologia insieme a James. Io avevo la maglietta dei KISS, e lui quella degli Aerosmith. Diventammo subito ottimi amici.”
James, Ron e Dave iniziarono dunque a frequentarsi sempre più spesso, accomunati dalla passione della musica. Il loro legame durò diversi anni. Trascorrevano le giornate come un qualsiasi gruppo di ragazzi, uscendo in giro, giocando ai videogames, biliardo, bowling.
I giorni a scuola andavano avanti, e alla fine degli anni 70 la musica iniziava a rappresentare qualcosa di realmente importante per i teenager dell’epoca. James trascorreva la maggior parte del tempo a cercare di trovare qualche band con cui suonare, nonostante avesse un discreto talento anche in altri ambiti. “Direi che era uno studente normale,” ricorda McGovney. “Suonare la chitarra praticamente gli toglieva tempo per fare altro, ma ricordo che andava benissimo nelle materie artistiche. Avrebbe potuto continuare anche in quell’ambito, probabilmente,” aggiunge McGovney.
Lo spiccato talento artistico sarebbe stato qualcosa che avrebbe aiutato James per creare diverse cose legate alla musica, come copertine di album, magliette e molto altro.
James voleva disperatamente entrare in una band, e la prima occasione fu quella presentatagli dagli Obsession, la band dei fratelli Ron e Rich Veloz. Marrs racconta così la storia: “I fratelli Veloz erano miei amici, e portavano avanti questa band. Avevano anche un’altro amico con loro, Jim Arnold. Un giorno mi dissero, ‘Abbiamo bisogno di un altro chitarrista’, e fu così che James entrò nel gruppo.”
Arnold ricorda quando entrò per la prima volta nella camera da letto di James: “La cosa che ricordo maggiormente è che James aveva una sagoma a grandezza naturale sul muro. Credo fossero Steve Tyler e Joe Perry degli Aerosmith, e credo mi disse che sua madre gliel’aveva dipinta per lui. Era forte!”
Gli Obsession erano quindi composti da Hetfield alla chitarra, i fratelli Veloz al basso e batteria, e Jim Arnold alla chitarra solista. La band aveva bisogno di qualche roadie e McGovney fu arruolato insieme a Marrs, sebbene quest’ultimo ammette che il loro ruolo era marginale: “Eravamo più che altro amici, piuttosto che roadie.”
I Veloz avevano un garage dove c’era lo spazio sufficiente per suonare, insieme a McGovney e Marrs che si occupavano delle scenografie e delle luci. Marrs si ricorda i dettagli: “Erano come una classica garage band. Mi pare facessero cover degli UFO, credo ‘Communication Breakdown’ e altri pezzi. Mi ricordo che i Veloz avevano alcuni vecchi semafori o qualcosa del genere, così li appesero in garage e noi ci occupavamo delle luci. Eravamo dei quindicenni che si divertivano, senza sapere esattamente cosa fare. Fu un bel periodo.”
Anche Jim Arnold ha diversi ricordi dell’esperienza negli Obsession: “Costruimmo un muro in mezzo al garage, e così ne insonorizzammo una parte. James viveva a qualche miglio di distanza, solitamente veniva con la macchina della madre. In alternativa, lo andavamo noi a prendere. Trascorrevamo un sacco di tempo in quel garage.”
Sebbene non esistano registrazioni degli Obsession, si può dire che l’Hetfield di quei giorni non avesse molto in comune con l’Hetfield che tutti noi conosciamo adesso.”

14 maggio 2010 | Epidemia a Zagabria dove suonerà la band

Secondo il Croatian Times, circa 60 cavalli sono stati messi in quarantena dopo una epidemia di leptospirosi scoppiata a Zagabria, proprio nell’ippodromo dove tra pochi giorni si terrà il concerto dei Metallica. Sono attese circa 30000 persone. La malattia solitamente si trasmette dai ratti agli altri animali, ma se l’uomo viene contagiato, essa può causare infiammazioni ai reni, o addirittura la morte. Gli organizzatori del concerto non sembrano tuttavia preoccupati di questa epidemia. “Avremmo dovuto essere informati dei fatti, ma non è stato necessario perché si pensa non ci sia pericolo. I cavalli non saranno mai in contatto con il pubblico, ed è da 10 giorni che non sostano nell’ippodromo” ha spiegato Vladimir Ivankovic, direttore della Lupa Promotions, la società che ha organizzato il concerto.

01 maggio 2010 | “Master Of Puppets” miglior album di tutti i tempi

“Master of Puppets” è stato nominato “best heavy metal album of all time” secondo un sondaggio indetto dal sito web MusicRadar.com.
Con addirittura il 20% dei voti totali, Master of Puppets conferma la sua popolarità tra gli amanti del genere. Acclamato dai fans e dalla critica, l’album ha ricevuto molteplici dischi di platino, vendendo più di 6 milioni di copie nei soli Stati Uniti d’America, nonostante non avesse un singolo di traino e non venisse sostenuto dalle radio.
La popolarità della band nella scena heavy metal è evidente dando un’occhiata alla classifica, la quale vede ben 4 album del gruppo classificarsi nella Top 25. “The Number of the Beast” degli Iron Maiden si colloca nella seconda posizione, mentre “Appetite for Destruction” dei Guns n’ Roses è terzo.

Top 10:

01. METALLICA – Master of Puppets (1986)
02. IRON MAIDEN – The Number of the Beast (1982)
03. GUNS N’ ROSES – Appetite for Destruction (1987)
04. METALLICA – Ride the Lightning (1984)
05. SLAYER – Reign in Blood (1986)
06. MEGADETH – Rust in Peace (1990)
07. BLACK SABBATH – Paranoid (1970)
08. AC/DC – Back in Black (1980)
09. PANTERA – Vulgar Display of Power (1992)
10. IRON MAIDEN – Powerslave (1984)


   

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