Prima o poi doveva accadere! O meglio, doveva accadere che mi capitasse un ripensamento di queste proporzioni, e per tutto quello che ho scritto e pensato su “Lulu” devo chiedere perdono, scusa, cospargermi il capo di cenere e andare a Canossa!!!! “Lulù” è un capolavoro!!! E come tanti capolavori non è immediatamente assimilabile, la rivalutazione postuma è quasi una regola. Ed ancora: probabilmente (senza che qualcuno si offenda), non è per tutti. Per raccontare in musica l’opera di Frank Wedekind era necessaria l’unione artistica di un autore “maledetto” e d'avanguardia come Lou Reed e dei giganti del rock : I Metallica. Trattare temi come il sesso, la violenza, la disperazione e l’amore, che in Lulù sono dominanti, non sarebbe stato possibile trasportarlo su spartito con suoni semplici, melodie “ordinarie”, ed un cantato melodico. In poche parole, un album usufruibile da tutti, che mette d’accordo a 360° per non dire un album “commerciale”. Non sarebbe stato “genuino”, il racconto si sarebbe trasformato in una banale storia romantico/splatter. La complessità dell’opus necessitava quindi l’intervento di due entità artistiche vere! Non mainstream! Lou ci mette il suo genio musical/letterario (passatemi l’abbinamento) e la sua voce narrante, spesso sgraziata ma tremendamente in sintonia con il malessere che avvolge la storia, centra il bersaglio. I Metallica mettono in atto un campionario di suoni che si amalgamano con il mood che ogni traccia richiede: riffoni stile Black Sabbath (Frustration), accelerazioni a loro tanto care in passato (Mistress dead), tanto, tanto noise come mai ascoltato prima in un loro album. Lulù è come un film di David Lynch: prima ti mette a disagio e ti fa incazzare perché ti sembra, ripeto SEMBRA, senza capo ne coda. Poi cominci a vedere la luce ed il puzzle inizia a comporsi. All’ennesimo ascolto il quadro è completo e tutto ciò che dall’opera emerge è proprio ciò che il racconto vuole suscitare e che le semplici parole scritte su carta e una superficiale lettura non renderebbero al meglio senza quel sottofondo musicale. Un grande film si avvale di una grande colonna sonora che deve andare di pari passo alla trama e descrivere le emozioni che deve trasmettere. Riuscireste ad immaginare “Per un pugno di dollari” con la colonna sonora scanzonata di “Grease” oppure “1997 Fuga da New York” con musiche da “Mery Poppins”? Ho esagerato, questi film e musiche sono davvero molto distanti. Ma il senso rimane lo stesso. Le musiche per “Lulù” dovevano dare fastidio, innervosire, mettere ansia, rendere claustrofobica la situazione, dare respiro e poi allentare la presa come nelle ultime songs. Non analizzerò ogni singola traccia dell’album. Non avrebbe senso perché il disco è un monolite che si muove in blocco e chi se ne frega se ad esempio “Junior dad” ha una coda finale infinita. E’ come i titoli di coda, appunto, di un film: ti puoi alzare, in questo caso spegnere il lettore, tanto la storia è finita. Proprio per queste caratteristiche l’album non lo si può tenere a palla in macchina 7 giorni su 7. Non si può ascoltare “Pumping blood” sviscerata dal suo contesto. Non avrebbe significato ascoltare “Dragon” e poi cambiare disco. Riuscireste a leggere un capitolo a caso di “Guerra e pace” o uno dei “Miserabili”? Ci capireste nulla? E come per questi giganti della letteratura, “Lulù” lo si deve prendere dallo scaffale quando l’umore ce lo chiede. Va usato con moderazione. Ma quando si butta giù è come essere precipitati in un calderone di emozioni multiformi che possono crescere, attenuarsi o esplodere nel giro di pochi secondi. Avete presente il crescendo di “Pumping blood” quando Lou esorta James: ”Come on James!!”? Ci si aspetta che il vortice sonoro di chitarra e batteria, come una marea crescente, debbano esplodere da un momento all’altro. Invece arrivati al climax sonoro tutto si smorza, come un cuore pompato dal sangue che improvvisamente si ferma per un infarto. Geniali!!! Ho letto in varie riviste o siti internet che dal punto di vista musicale non c’è nulla di nuovo e che diverse cose ricordano altri artisti. E cosa c’è di strano? E’ forse mai esistita musica che non abbia rubato da altra musica? Non siamo ormai ad un punto dove il riciclaggio è quasi necessario vista l’ormai prossimo punto, per molti già raggiunto, in cui tutte le combinazioni di note ed accordi sono state fatte? Chi se ne frega!! Le emozioni ci sono e la musicalità pure. Tutti quelli che lo odiano continueranno a farlo, non ci posso fare nulla, di certo per me il bersaglio è stato centrato. Chiedo ancora scusa per aver subito odiato e non capito questo masterpiece. |