Facebooktwitteryoutubeinstagramby feather

LARS RICORDA IL PRIMO INCONTRO CON JAMES: ‘ERA MOLTO TIMIDO E SUPER INTROVERSO’

Scritto da Zonametallica on . Postato in News

Il giorno prima che i Metallica fossero onorati col prestigioso premio Polar Music Prize il 14 giugno a Stoccolma, in Svezia, il batterista della band lars Ulrich è stato intervistato dal giornalista musicale Jan Gradvall. Durante la chiacchierata di più di un’ ora Ulrich ha parlato degli inizi della band nei primi anni 80, delle loro influenze musicale e della loro lunga carriera ricca di successi. Ne segue qualche estratto.
Parlando della prima volta che ha incontrato il frontman dei Metallica James Hetfield e di come si è formata la band:
Lars: “la mia famiglia si è trasferita a Los Angeles, Newport Beach, un sobborgo a sud, e io giocavo a tennis nella squadra dell’high school. C’era un giocatore Australiano di nome Roy Emerson amico di mio padre, e aveva un figlio di nome Anthony, il quale era la star del tennis alla Corona Del Mar high school. Ed io ero lì per essere il numero 2. In quel tempo in Danimarca ero tipo tra i migliori 10 del Paese, ed io ero a Newport Beach per essere con Anthony Emerson nel suo team. Se non fosse che quando ho fatto le prove, non ero neanche tra i migliori 7 giocatori della scuola. Probabilmente non ero neanche tra i migliori 7 del quartiere in cui vivevo. Quindi letteralmente in un giorno, tutto il mio sogno riguardo al tennis si è schiantato e ha preso fuoco, mentre la musica era lì ad aspettarmi. C’era un negozio 7 Eleven dove veniva venduto un giornaletto di annunci chiamato The Recycler, dove potevi vendere o comprare auto o taglia erba. In fondo c’era una piccola sezione riservata a musicisti che cercavano band e band che cercavano musicisti. Quindi ho creato un annuncio che recitava, ‘batterista cerca altri fan dell’ heavy metal per cercare una band. Influenze: Diamond Head, Angel Witch, Tygers Of Pan Tang e Venom’. E ho ricevuto tutte ste chiamate da ragazzi che mi dicevano di essere a loro volta fan dell’ heavy metal e di ascoltare Styx, Kansas e Van Halen chiedendomi chi fossero i Venom. Ho provato a suonare con qualcuno di loro ma non ha funzionato- Un giorno mi chiama un ragazzo di nome Hugh Tanner, chiedendomi se poteva portare con sè un amico. Così si è presentato e abbiamo passato un pomeriggio a suonare, e il ragazzo che ha portato era James Hetfield. James era molto timido, super introverso, non riusciva quasi a guardarti negli occhi, parlava a malapena. Ma c’era una specie di connessione con lui mentre suonavamo. E nonostante quel pomeriggio sia finito in niente, ho finito con l’ essere frustrato per la cosa. Tutto questo nel Giugno del 1981. Io ho passato l’ estate in Europa a divertirmi, sono stato in Inghilterra e ho passato del tempo coi Diamond Head e coi Motörhead. Ma quando sono tornato in America in Ottobre ho richiamato quel James Hetfield perchè c’era un qualcosa, una connessione. Così gli ho chiesto se voleva unirsi a me con la possibilità di fare qualcosa assieme. E dopo 37 anni, sono seduto qua. Io provengo da un ambiente europeo profondamente acculturato, ero solo un ragazzino molto legato ai suoi genitori, all’ epoca erano i miei migliori amici. Lui era l’ esatto opposto, il classico ribelle americano, tipo ‘fanculo i miei genitori, fanculo la società e fanculo tutti’- quel genere lì…penso suo padre se ne fosse andato e fosse stato cresciuto da sua madre alla quale venne il cancro quando lui aveva 14 o 15 anni. E a causa della sua religione rifiutava le cure mediche. Quindi fondamentalmente per un anno e mezzo ha visto sua madre morirgli davanti agli occhi. Ovviamente tutto questo ha avuto un impatto su di lui. L’ho incontrato circa un anno dopo, penso avesse 17 o 18 anni. Era tremendamente timido e impacciato. Ma ci siamo connessi attraverso la musica e ci siamo seduti nella mia stanza a Newport Beach e ascoltavamo, come ho detto prima, i Tygers Of Pan Tang, il Girlschool, i Saxon e gli Angel Witch, e gli piaceva un sacco quella musica. Lui era cresciuto di più con artisti Americani tipo Aerosmith o Ted Nugent. Ma abbiamo trovato un linguaggio comune che ci faceva sentire connessi e con la quale identificarci. E abbiamo iniziato a suonare assieme. All’ inizio erano soprattutto cover della New Wave Of British Heavy Metal, ma non le solite, volevamo iniziare a fare concerti il prima possibile. Abbiamo cercato di fare una setlist…un sacco di band nei bar e nei club in quel periodo facevano canzoni dei Kiss e dei Judas Priest, noi volevamo fare delle cover, ma non le solite canzoni che le persone già conoscevano. Poi ci siamo presi il nostro tempo e abbiamo iniziato a scrivere le nostre canzoni.”

Parlando del cambiamento di direzione musicale con l’ album omonimo del 1991, altresì noto come “il Black Album”:
Lars: “il nostro co-manager Cliff Burnstein e il sottoscritto siamo andati sotto le gradinate a Toronto. Suonavamo con gli Aerosmith. Era l’estate 1990, era la fine del ciclo di Justice. C’eravamo io, James e Cliff e siamo andati sotto alle gradinate al CNE Stadium a Toronto nell’estate 1990. Abbiamo finito il ciclo di Justice e ci siamo seduti e abbiamo detto a Cliff e ci sentivamo come se avessimo spremuto abbastanza il lato progressive dei Metallica…l’ultima traccia di ‘Justice’ è una canzone intitolata Dyers Eve, che sono 5 minuti di quello che fondamentalmente noi chiamiamo in maniera scherzosa ‘math metal’. Ci siamo accorti, durante quel tour, mentre il pubblico aumentava sempre di più, che alcune delle canzoni più progressive da 10 minuti ci facevano connettere sempre meno con i fans. E ci sentivamo come se, dal punto di vista creativo, fossimo giunti al limite…dove puoi arrivare dopo Dyers Eve? È come se oltre non potesse esserci niente. Quindi abbiamo deciso di dare una svolta dal punto di vista creativo, optando per la semplicità e la coesione..e così abbiamo fatto. Abbiamo fatto il Black Album con il produttore Bob Rock e sappiamo com’è andata. Ci sentivamo come in un viaggio creativo…ci sentiamo sempre in un viaggio creativo che ha sempre bisogno di essere rinvigorito e reinventato. E credo che noi, come persone, abbiamo paura di ripeterci, o paura di rimanere impantanati. E fino al punto di poter dire che a volte combattiamo la cosa fin troppo. Abbiamo preso un paio di direzioni nel corso degli anni che si sono rivelate eccessive, solo perchè non volevamo farci intrappolare da quello che la gente si aspettava da noi. Siamo ferocemente indipendenti ed autonomi, nessuno può trattenerci, vogliamo tutte le volte cambiare. Questo disco è stato davvero un riflesso su… penso che se guardi ai primi 4 album c’è stata una crescita progressima e un’evoluzione che hanno raggiunto l’apice alla fine di …And Justice For All. E l’unico possibile passo avanti che non fosse ripetersi era realizzare qualcosa di completamente differente, ed è quello che abbiamo fatto nel paio d’anni successivi.”
I Metallica sono stati insigniti del Polar Music Prize, dove Ulrich e il bassista Robert Trujillo hanno guardato il frontman dei Ghost Tobias Forge, assieme a membri dei Candlemass e al duo Vargas & Lagola, onorare la band con una performance del classico dei Metallica Enter Sandman.
Il cantante Svedese Loney Dear ha cantato Wherever I May Roam e No Leaf Clover, mentre il frontman dei Refused Dennis Lyxzen e l’ ex batterista dei Motörhead Mikkey Dee hanno fatto la cover di Whiplash. A leggere l’ encomio sono stati Ian Paice e Roger Glover dei Deep Purple.
Ulrich e Trujillo hanno accettato il premio da Sua Maestà Re Carlo Gustavo XVI di Svezia. Nel suo discorso, Ulrich ha detto: “chi avrebbe pensato, quando i Metallica hanno iniziato questo viaggio musicale 37 anni fa, che ci saremmo trovati davanti ai Reali della musica e a veri Regnanti, ad accettare uno dei premi più prestigiosi che possono essere assegnati a dei musicisti.”

Trackback dal tuo sito.


   

ZONAMETALLICA V4.0 FAN CLUB UFFICIALE ITALIANO DEI METALLICA #350 Copyright 2006 - 2014 Design by Mariosky Inc.

Powered by Warp Theme Framework
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.