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COME I METALLICA SI PERDONO NELLA MUSICA

Scritto da Zonametallica on . Postato in News

I Metallica sono nel bel mezzo di un tour di un anno e mezzo, che consisterà in 96 show attraverso le Americhe, l’Asia e l’ Europa. Il WorldWired Tour è il primo tour Nordamericano della band in 8 anni, ed il loro primo tour negli stadi in 20. È una produzione monumentale, spinto ancora oltre dopo più di 110 milioni di album venduti sin dal loro debutto nel 1983. L’enorme palco richiede 3 giorni per essere montato, ma ogni show inizia in una piccola stanza, appena grande abbastanza per una batteria, 3 microfoni ed un paio di monitor spia. Circa un’ora prima di ogni concerto i Metallica si radunano in quella che chiamano “la tuning room”, da qualche parte nelle viscere dello stadio dove si tolgono di dosso la ruggine e per confrontarsi tra di loro.
Per dei colossi del metal è il modo per tornare alla vera essenza di una garage band: quattro tizi in uno spazio stretto, jammando e agitandosi aggressivamente per i loro amici. Per i Metallica è anche un modo per qualche ripasso, dato che i loro concerti tendono a variare parecchio come scaletta.
“Cambiamo un sacco la setlist, un sacco,” ha detto Lars a CBSN: On Assignment. “Non suoniamo mai la stessa scaletta 2 volte, quindi ci riscaldiamo sempre con qualche canzone che magari non abbiamo suonato da un paio di settimane.”
Lars crea la setlist per ogni show, un processo che è diventato sorprendentemente scientifico. “Prendo le statistiche di ogni volta che abbiamo suonato per esempio a Detroit negli ultimi 10-15 anni. Che canzoni tra le più famose abbiamo suonato quelle volte? Quindi faccio in modo di non farle nuovamente.”
Una delle poche canzoni imprescindibili dal vivo è Master Of Puppets. È una canzone veloce, melodica e complessa di 9 minuti nella quale Kirk Hammett si perde completamente (inteso come coinvolgimento, anche se ultimamente si perde in senso letterale, n.d.t.).
“Rimango così avvolto da quello che sto suonando e da come lo sto suonando, la sua esecuzione, che spesso mi dimentico che ci sia anche il pubblico. E solo alcune volte nel corso dello show può accadere, ma poi torno in me e mi accorgo nuovamente che c’è anche il pubblico.”
Per quanto riguarda il frontman e paroliere James Hetfield, lui capisce sempre quanto il pubblico sia coinvolto nell’ascolto. “Partendo dal presupposto che qualcuno capisca quello che ho scritto, è molto accollante,” ha detto. “Quando io, specialmente nella mia giovinezza, mi sentivo alienato ed arrabbiato. Quando 60000 persone cantano insieme a te di quella pazzia che era nella mia testa beh, si crea una connessione. E non so come spiegarmi. È un sentimento di appartenenza, di proposizione. È un sentimento di connessione.”
Dal fondo del palco, il batterista Lars Ulrich sente comunque una connessione col pubblico. “Che ci siano 45000 persone, 450, o 4 gatti nel nostro giardino, se troviamo un modo per la band per connettersi con il pubblico, e sentirci come se fossimo una cosa sola, allora abbiamo raggiunto il nostro obbiettivo.”
Ma come puoi realisticamente fare questa cosa in uno stadio all’aperto con i fans che occupano fino all’ ultimo posto dell’ultimo anello? “Lo chiamo lo sguardo delle 1000 yards,” ha detto Lars. “Devi includere tutti. Ti guardi attorno. Tenti di abbracciarli. Fai sentire le persone vicine.”

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